Domande frequenti sul Training Autogeno

Ecco alcune frequenti domande circa la pratica del Training Autogeno (TA) e relative risposte:

  • Chi può praticare Training Autogeno?

Il TA è una pratica adatta a tutti, non ci sono limiti d’età. Si tratta infatti di un metodo di rilassamento utile sia per chi ha problematiche fisiche e/o psicologiche, sia per chi non presenta alcun disturbo, ma è semplicemente incuriosito dal metodo.

  • Cosa si deve fare e cosa si imparerà?

Il TA permette di raggiungere un pieno rilassamento fisico e psichico e aiuta a ritrovare l’armonia psico-fisica grazie ad una serie di esercizi che si effettuano mentalmente.

All’inizio, per acquisire il metodo bisogna seguire le indicazioni dell’operatrice psicologa abilitata all’insegnamento del TA. Queste istruzioni servono da guida e, ripetute nel tempo, vengono acquisite da chiunque e senza fatica.

Infatti, il termine “autogeno” significa che l’apprendimento avviene senza uno sforzo di volontà consapevole, cioè in modo automatico attraverso la pratica.

L’applicazione degli esercizi avviene assumendo tre posture: sdraiata, seduta in poltrona e posizione del cocchiere. È opportuno sperimentare tutte e tre le posture per capire qual è la più comoda e in quale ci si sente a proprio agio.

  • Ci sono momenti della giornata più indicati di altri per svolgere il TA?

La Letteratura consiglia di eseguire gli esercizi del TA almeno 2-3 volte al giorno. Chiaramente, ognuno è libero di scegliere quanto tempo dedicare al TA: per alcuni è sufficiente anche una volta al giorno, per altri una volta alla settimana. L’allenamento non deve avvenire nei ritagli di tempo, ma in momenti precisi della giornata, stabiliti dall’individuo. Per ottenere dei benefici psico-fisici, il TA deve diventare un rituale, una piacevole abitudine giornaliera/settimanale.

In realtà, non esiste un momento della giornata ideale per tutti, dipende molto dallo stile di vita e dalle esigenze individuali: chi lavora per esempio può esercitarsi durante il tragitto da casa a lavoro e viceversa; oppure prima di andare a dormire per favorire il sonno; oppure ancora al risveglio per cominciare serenamente la giornata. La scelta è soggettiva.

  • Quanto tempo bisogna dedicare ad ogni esercizio del TA?

Tutti gli autori consigliano di far durare i singoli esercizi (6 in tutto) da uno a tre minuti, perché all’inizio del processo di apprendimento del TA, quasi tutte le persone riescono a concentrarsi sull’esercizio solo per un breve periodo di tempo. Inoltre, per consolidare e automatizzare il metodo, è necessaria la pratica quotidiana. La cosa migliore, in ogni caso, è quella di attenersi ai ritmi personali: se l’individuo desidera soffermarsi di più su un esercizio piuttosto che un altro, deve assecondare la propria esigenza.

  • Qual è il luogo migliore per allenarsi?

Se il TA è praticato a casa, è opportuno scegliere una stanza tranquilla, possibilmente silenziosa, ben arieggiata, discretamente illuminata e con una temperatura costante, in modo che la persona non abbia né troppo freddo, né troppo caldo.

Se il TA viene effettuato sul luogo di lavoro o fuori casa, si suggerisce di trovare un ambiente tranquillo, distante da eventuali fattori di disturbo o interruzioni, eventualmente chiudendo la porta o recandosi alla toilette, per stare qualche minuto da soli. Un’altra soluzione può essere la pratica all’aria aperta, in un parco o in giardino, avendo cura di scegliere una zona ombreggiata e distante da possibili distrazioni e rumori fastidiosi.

In qualsiasi luogo venga praticato il TA è possibile prendere alcuni accorgimenti per rendere il momento più confortevole: spegnere i cellulari e la TV, indossare un abbigliamento comodo o allentare temporaneamente cravatta, cintura e stringhe delle scarpe e, se possibile, usufruire di un cuscino o un appoggio per la testa e una copertina per i più freddolosi.

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