LE POSTURE PER LA PRATICA DEL TRAINING AUTOGENO

La pratica quotidiana di training autogeno permette di raggiungere un profondo rilassamento psico-fisico attraverso una serie di esercizi e assumendo specifiche posture che facilitano la distensione.

Le posizioni suggerite da Schultz, inventore del TA, sono 3:

1. POSIZIONE SDRAIATA: è la più utilizzata per la sua comodità e praticità. Scegliamo una superficie comoda, come il letto, il divano o un tappetino da yoga dove distenderci a pancia in su. Teniamo le braccia lievemente piegate e distanziate dal busto, poi divarichiamo leggermente le gambe con la punta dei piedi all’infuori. Evitiamo di incrociare braccia e gambe. Se ci va, mettiamo un cuscino sotto la testa per alleviare possibili disturbi dati dalla cervicale.

Figura 1: posizione sdraiata

2. POSIZIONE SEDUTA O “IN POLTRONA”: Si tratta di una valida alternativa alla posizione sdraiata ed è particolarmente utile quando ci troviamo in un luogo dove non è possibile distendersi, ad esempio al lavoro o sui mezzi pubblici. Utilizziamo una sedia o una poltrona che abbiano uno schienale abbastanza alto da poterci appoggiare la testa. In alternativa, mettiamo la sedia attaccata al muro, che ci farà da poggiatesta. Se ci va collochiamo un cuscino tra la parete e la nuca, per stare più comodi. La schiena è dritta e deve aderire allo schienale della sedia. Le gambe sono leggermente divaricate e formano un angolo di 90° con i piedi ben appoggiati a terra e rivolti lievemente verso l’esterno. Appoggiamo le braccia sui braccioli della sedia/poltrona oppure sulle cosce. Le mani saranno a penzoloni o adagiate in modo morbido e rilassato.

Figura 2: posizione seduta o “in poltrona”

3. POSTURA DEL COCCHIERE O A CASSETTA: Essa si ispira alla posizione adottata dai vetturini che guidavano le carrozze o la diligenza e che attendevano tra una corsa e l’altra in una specifica posizione che permettesse loro di riposarsi e rilassare i muscoli. Questa postura è utile quando possiamo sederci ma non disponiamo di un appoggio per la schiena, come ad esempio uno sgabello o un sasso.

Ci sediamo sullo sgabello o sulla sedia, con i piedi ben appoggiati a terra e la schiena che si flette in avanti; gli avambracci si appoggiano sulle cosce e le mani restano a penzoloni tra le gambe, evitando che le mani si tocchino tra loro.

Il collo e la testa sono abbandonate a penzoloni. Cerchiamo di rilassare il più possibile le spalle e la mascella.

Figura 3: posizione del cocchiere o a cassetta

Non esiste una posizione più “giusta” delle altre, la postura è molto soggettiva e dipende anche dal luogo dove ci troviamo quando desideriamo praticare TA. Per coloro che provano per la prima volta il TA, è indicata la posizione sdraiata, semplicemente perché è la più semplice e la più comoda, tuttavia la scelta è personale e la priorità è il comfort della persona durante gli esercizi. Inoltre, queste posizioni non vanno applicate in modo rigido, ma possono essere adattate in base alle esigenze della persona: se ad esempio mentre svolgo gli esercizi del TA mi prude il naso, me lo gratto! Oppure se mi formicola la gamba, posso spostarla leggermente e adattare la mia posizione per avere un maggior comfort.

Il consiglio è quello di sperimentare di volta in volta tutte e tre le posture in modo da saperle utilizzare con la stessa facilità nelle varie circostanze (es. a casa, sui mezzi, a lavoro, in spiaggia…).

Infine, ricordo che dovremo mantenere la posizione per alcuni minuti, quindi è opportuno sentirsi comodi e a proprio agio, in caso contrario rilassarsi sarà un’impresa!

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *