L’importanza del primo colloquio e del professionista “giusto”

Ogni volta che ci rivolgiamo ad uno specialista, medico, dentista o psicologo, per una prima consulenza, è reazione comune sentirsi agitati, dal momento che si tratta di un’esperienza nuova. In realtà, queste dinamiche si verificano in ogni ambito lavorativo: dal carrozziere all’estetista, dal dermatologo al nutrizionista. E valgono ancora di più per le professioni sanitarie.

Alcuni di noi temporeggiano fino all’ultimo, finché il problema non diventa intollerabile. Altri invece, cercano subito un nominativo di un esperto per ottenere un consulto ed una risposta immediata alle loro difficoltà. In entrambi i casi, siamo spinti dal desiderio di stare meglio e di fare chiarezza su quanto ci sta accadendo, sia a livello fisico che mentale.

In genere, la maggior parte delle persone si affida al passaparola per scegliere il professionista al quale rivolgersi e dopo aver ascoltato le esperienze personali di amici e parenti, decide di contattare quel preciso esperto perché in qualche modo “gli ispira fiducia”.

Infatti, quando ci rechiamo da un medico per la prima volta, nutriamo inconsapevolmente alcune aspettative: “Come sarà la visita? Saremo soddisfatti dei suoi modi? Riuscirà a capire qual è davvero il problema?” Questi ragionamenti sono del tutto normali e anzi, sono importanti perché ci aiutano a valutare ciò che è meglio per noi in quella specifica fase di vita che stiamo attraversando.

In particolare, queste aspettative sono ancora più accentuate quando si tratta di scegliere a quale psicologo rivolgersi, perché si tratta di una figura sanitaria circondata da tanti luoghi comuni e stereotipi, che possono aumentare le difficoltà nella scelta e nell’affidarsi. Lo psicologo, infatti, deve ispirare la giusta fiducia, mettere a proprio agio e aiutare le persone ad aprirsi e ad esporre le proprie difficoltà.

Tutto ciò avviene nel primo colloquio, che è una situazione conoscitiva unica, ricca di sensazioni e sentimenti che guideranno la persona a decidere se intraprendere o meno un percorso psicologico. Durante il primo incontro è normale vivere un’infinità di sentimenti: paura, ansia, vergogna, timore di non essere capiti, preoccupazione per il proprio disagio, fiducia e speranza di trovare una soluzione e così via… 

Il primo colloquio è una circostanza estremamente importante non solo per il cliente, ma anche per lo psicologo: è il momento in cui la persona e il professionista si conoscono e valutano insieme se potranno collaborare per affrontare i problemi.

Il primo colloquio è come la prima impressione: le emozioni che si provano in quei momenti sono un indizio per capire se si è davvero pronti e disposti a cominciare un lavoro su di sé e se ci siamo affidati alla persona “giusta” per noi.

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