UCLA e meditazione

E’ stato con grande interesse che ho ascoltato una lezione da parte della UCLA sulla ‘’practical wisdom’’, cioè la saggezza nel quotidiano.

È un tema già trattato in diverse università statunitensi dove la boom generation è ormai pensionata e dove alcuni problemi si stanno già manifestando.

Infatti, se anche in Italia sentiamo parlare della ‘’pandemia’’ di obesità e di diabete negli USA ci sono già altre urgenze da trattare; due nuove pandemie e cioè ANSIA e SOLITUDINE.

Detto in modo semplice, l’obesità e il diabete sono problemi nati a cavallo del millennio ma i due nuovi mostri sono una crescente ansia data anche dalle nuove insicurezze e un numero molto importante di persone sole e che vivono male la solitudine.

Una risposta alla solitudine viene data dalla saggezza, non tanto quella dei filosofi che resta così difficile da inquadrare e insegnare quanto alcuni comportamenti che medici, neurologi, geriatri e psichiatri hanno evidenziato.

Nella foto vediamo il risultato di una ricerca congiunta tra la UCLA e la Johns Hopkins University dove neurologi, psicologi, filosofi, antropologi, immunologi e geriatri hanno studiato il comportamento di coloro che vivono bene anche da soli o che comunque non soffrono di solitudine.

Quali comportamenti notiamo? La capacità di fare scelte non individualiste, vivere le emozioni in modo consapevole, avere una attitudine alla socialità, saper riflettere su sé stessi, accettare l’incertezza (o capire che il controllo totale è una chimera), saper prendere decisioni e avere una vita spirituale; attenzione spirituale e non religione. Le due possono essere identiche oppure no.

Sono certamente obiettivi elevati ma raggiungibili, nessuno deve o vuole diventare uno yogi, basta un poco di pratica.

E in tutto questo la meditazione cosa c’entra?

Nella mia pratica posso dire che la meditazione è certamente un modo per esprimere spiritualità ma è anche uno strumento per migliorare la consapevolezza delle emozioni che ci abitano (la meditazione sulla osservazione), per riflettere su di sé e per lavorare sulla fatica che tutti facciamo ad accettare l’incertezza.

La meditazione non cura ma permette di sviluppare col tempo strumenti per vivere meglio.

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